25 Aprile 2014. Festa della Liberazione! Il Presidente, Giorgio NAPOLITANO: “La Resistenza fu un grande moto Civile…Una mobilitazione coraggiosa di cittadini!”

giorgio-napolitano_1258-jpg-crop_displayUn’equivoca passività o l’azione combattente? Oggi come 69 anni fa agli italiani si pone il dilemma di una scelta. La scelta della Resistenza, fu una mobilitazione di un popolo in armi, mobilitazione coraggiosa di cittadini. A richiamare il significato di quella che appare ormai “un’ abusata categoria storiografica” nel concetto di “Resistenza” è il Presidente Giorgio Napolitano, nel suo discorso commemorativo del 69 anniversario, l’ottavo del suo duplice mandato presidenziale, della liberazione della Patria dall’oppressione nazifascista. Il Presidente ha connesso nel suo discorso la Resistenza con il Risorgimento nella riscoperta del sentimento di Patria dopo la fine del nazionalismo fascista. Il discorso appare in sintonia con il messaggio lanciato dal Presidente del Consiglio On.le Matteo Renzi che nel suo discorso ringrazia i “ribelli di allora”. Una generalizzazione non condivisa perchè priva di riferimenti specifici alla Resistenza e alla liberazione dal Nazifascismo. Le due massime cariche dello Stato si sono incontrate all’Altare della Patria. Alla presenza del Ministro della Difesa On.le Roberta Pinotti che ha ricordato quello che Italo Calvino scrisse della Resistenza: “la fusione di persone e paesaggio”. Il presidente Napolitano ha poi  indicato che l’obiettivo  di un futuro di pace che animo la lotta di liberazione dal nazifascismo fu condotta armi in pugno. La scelta decisiva che condusse dalla umiliazione alla riscossa e poi appunto un futuro di pace finalmente conquistato e che è fondamento e realtà, oggi, dell’Unione Europea, ci deve rendere consapevoli che oltre alle risorse della diplomazia, ” dobbiamo essere in grado di dare un concreto apporto, nei teatri di crisi in cui sia necessario, sul piano militare”. “Nessuna missione di pace, dal Libano al kossovo, sarebbe stata possibile senza il supporto delle forze armate. Evitando di indulgere in decisioni sommarie, dobbiamo superare anacronistiche diffidenze verso lo strumento militare e vecchie e nuove pulsioni antimilitariste.” No a tagli indiscriminati, pur dovendo razionalizzare la spesa militare. Un orientamento che trova eco nell’intervento del Ministro della Difesa On.le Roberta Pinotti: ” per la difesa bisogna puntare alla spesa produttiva, e no ai tagli a prescindere, poichè abbiamo bisogno di forze armate efficienti.” Un discorso che non ha completa approvazione delle altre forze politiche e cariche istituzionali come il presidente della Camera On.le Laura Boldrini, che vede nell’urgenza dell’occupazione ed assistenza le priorità da soddisfare, e che meglio richiamano, oggi, i valori talvolta strumentalmente e demagogicamente “richiamati e abusati” della “Resistenza…Civile.” Napolitano indica paradigmaticamente nell’Europa il modello da perseguire, per garantire “Difesa e Sicurezza.” “Onore per ciò ai nostri Marò, ingiustamente trattenuti, troppo a lungo, lontano dalla Patria e dalle loro famiglie.”

Incontro con Gianpaolo Mattei. Parte prima, Università degli Studi “Aldo MORO” (Bari).

Incontro con Gianpaolo MATTEI-Parte Prima (Bari, UNIVERSITA’) Si inserisce il Video, documento filmato, relativo alla iniziativa di presentazione della testimonianza del dr. Gianpaolo MATTEI, presidente dell’Associazione “Fratelli Mattei.” Un  evento tenuto nello scorso inverno presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo MORO”, in collaborazione del Prof. Mario SPAGNOLETTI e del Prof. Francesco Maria BISCIONE del Comitato Scientifico Ministeriale, SAN/ Rete degli archivi per non dimenticare. Convegno che ha visto l’intervento di una attenta e partecipe Scolaresca del Liceo Scientifico Statale “E. Fermi” di Bari, guidata dalla Prof. ssa Fabi. L’importante iniziativa, da noi fermamente voluta, a seguito di analoga iniziativa conoscitiva a cui si è stati invitati, tenuta nello scorso anno, il 23 marzo 2013, in collaborazione dell’Archivio “FLAMIGNI,” presso il centro polifunzionale a piazza San Clemente 5 di Oriolo Romano. Il primo dei due  incontri in puglia si  è tenuto nell’Aula Magna “Aldo MORO,” della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari.  Un evento, il secondo  introdotto nella programmazione del Ciclo di Conferenze: “STATO, COSTITUZIONE, DEMOCRAZIA,” realizzato dalla Soprintendenza archivistica della “Regione Puglia.” Nel doppio incontro  è stato proposto agli studenti, la visione di un documento filmato sulla Strage: “Rogo di Primavalle.” Tratto dalla fortunata trasmissione e serie televisiva “La STORIA SIAMO NOI,” del popolare e celebre giornalista, direttore di RAI Educational, Dr. Gianni MINOLI.   I giornalisti, componenti lo staff di redazione,  sono stati  premiati a Roma presso l’Archivio di Stato, durante la celebrazione della cerimonia del “Giorno della Memoria,” lo scorso “09 Maggio 2013.” Alla presenza delle scolaresche di Brescia, aggiudicatesi i premi e borse di studio messe a disposizione lo scorso anno dal Ministero dell’Istruzione e ricerca scientifica, MIUR.  Ai giornalisti de  ”La Storia Siamo Noi”, RAI educational,  sono stati assegnati importanti riconoscimenti e onorificenze, conferite dalla “Presidenza della Repubblica.” E   rilasciate nel corso della cerimonia, nell’atrio dell’Archivio di Stato, ex palazzo Università “la Sapienza”,  dalle autorevoli figure Istituzionali e Testimonial come il Sen. Sergio FLAMIGNI, Prof. ssa Cinzia Venturoli, direttrice del Cedost di Bologna, la Dr.ssa Benedetta TOBAGI e il Dr. Giovanni RICCI. Nel video introdotto gli invitati si rivolgono con tono sbrigativo… ad “Angelo.” In realtà, è il caso di ricordarlo,  si tratta dell’organizzatore della rassegna: “Stato, Costituzione, Democrazia,” e del doppio evento documentato, per Università e Scuole Superiori di Bari. Il dr. Angelo FERRIERI è Ispettore Archivistico Onorario, Soprintendenza “Regione Puglia.”   manifesto

Ilaria MORONI, saluta l’ Iniziativa di presentazione Ufficiale, presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo MORO”. Progetto SAN/ MEMORIA, Rete degli archivi per non dimenticare. A.A. e S. 2011/2012.

download (9)Egregi Professori e organizzatori

è con immenso dispiacere che mi trovo costretta a comunicare la mia impossibilità, per ragioni di salute, a essere presente all’incontro in programma nella giornata odierna.

Ritengo che questa iniziativa, promossa dall’Archivio Berardi, si inserisca nell’importante quadro di iniziative organizzate a livello nazionale dalla Rete degli archivi per non dimenticare, un progetto nato dal Centro di documentazione Archivio Flamigni nel 2005 che oggi raccoglie più di 60 tra archivi privati e pubblici, associazioni e centri di documentazione disseminati su tutto il territorio nazionale, che lavorano per tenere sempre viva la Memoria dei fatti di terrorismo e stragi che hanno sconvolto il nostro paese e condizionato fortemente la nostra vita democratica. Archivi pubblici e privati, infatti, sembrano non poter fondare la loro espansione e cura su una solida e diffusa cultura della memoria. Sembrano anzi essere vittime della mancanza di una cultura della documentazione e quindi di una sottovalutazione dell’importanza della ricostruzione della memoria.

La Rete degli archivi per non dimenticare, sin da principio, ha sollecitato le istituzioni competenti in relazione ai seguenti obiettivi da realizzare:

- richiesta di tempestiva pubblicazione di tutti gli atti e documenti delle Commissioni parlamentari d’inchiesta e garanzie di piena accessibilità a tali atti e documenti da parte di ricercatori e cittadini;

- richiesta di corretta applicazione della normativa ( art. 41 del codice dei Beni Culturali) relativa ai versamenti della documentazione prodotta dagli organi di Stato presso l’Archivio centrale dello Stato;

- vigilanza e controllo per una piena e corretta applicazione della nuova normativa sul segreto di Stato ( legge 124/07);

- richiesta di uniformare i criteri di accesso ai documenti adottati dagli Archivi storici separati ( archivi degli Organi Costituzionali, archivio del ministero Affari Esteri, archivi Militari) a quelli adottati dagli archivi di Stato;

- digitalizzazione in tempi brevi della documentazione giudiziaria relativa ai processi per terrorismo, stragismo, fenomeni eversivi e criminalità organizzata, secondo linee guida e criteri elaborati da una apposita commissione scientifica, sulla base dei progetti già avviati presso il Tribunale di Cremona;

- richiesta di applicazione della legge 2 agosto 1982, n. 512 relativa al regime fiscale dei beni di rilevante interesse culturale.

Questi ci sono sembrati sin dall’inizio i nodi cruciali da sciogliere per riportare al centro del dibattito l’immenso valore degli archivi e delle molteplici fonti in essi conservate. Tutta la nostra storia è altrimenti a rischio, e noi abbiamo il dovere di consegnare alle generazioni che verranno le tante memorie conservate nel tempo, che serviranno agli storici per scrivere dei nostri tempi recenti.

Grande attenzione a questo progetto è venuta dalla Direzione Generale per gli Archivi del Ministero Beni Culturali, che ha deciso di sostenerlo dedicandogli un intero portale tematico(www.memoria.san.beniculturali.it) che raccoglie non solo la memoria che c’è ma anche il patrimonio di buone pratiche, storie e percorsi, rendendo rintracciabili i tanti documenti esistenti anche al fine di incoraggiare il lavoro degli storici di oggi e domani. Il portale Rete degli archivi per non dimenticare è stato inaugurato il 09 maggio 2011, nel corso della cerimonia del “Giorno della Memoria,” tenutasi al Quirinale. A conclusione del suo intervento, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sottolineato come il portale ” varrà a esigere e fare chiarezza, ne  sono sicuro,(…) perchè l’Italia non dimentichi ma tragga insegnamenti e forza” dalle tragedie che si sono abbattute sul nostro Paese. Ritengo  che la costituzione dell’archivio Berardi rappresenti un valore aggiunto per il progetto della Rete, per la memoria del nostro paese e per il territorio che lo ospita. Mi auguro quindi che possano svilupparsi insieme altre iniziative come quella di oggi.

Grazie a tutti e buon lavoro

Ilaria MORONI

                                                                                                                                                                                                      Roma 8 febbraio 2012.

Ldownload (10)e iniziative sviluppate nel coso dei tre anni scolastici trascorsi, nel territorio che ospita l’Archivio “Berardi,” oggi Archivio Nazionale Memoria, effettuate con personalità di rilievo, hanno costantemente cercato di soddisfare e fornire risposte ai punti programmatici, sapientemente enucleati nel presente saluto ufficiale, recapitato a questa redazione dalla Dr.ssa Ilaria MORONI.  Un comunicato ufficiale per una importante iniziativa a noi commissionata. Cosa di cui siamo particolarmente orgogliosi. La Presentazione Ufficiale del progetto: “Memoria,” SAN/Rete degli archivi per non dimenticare, presso l’Università degli  Studi di Bari “Aldo MORO”. Un intervento  che si è ritenuto di dover riportare, in un giorno particolarmente significativo per  la vita istituzionale, civile e democratica del nostro paese. Punto di svolta per il lavoro degli archivi storici e istituzionali.  Oggi, il governo, guidato da l’ On.le Matteo RENZI, ha decretato la “desecretazione” del materiale custodito negli Archivi di Stato, e il relativo accesso agli atti, riguardanti lo stragismo e a fatti di eversione contro l’ordinamento costituzionale, che hanno irrimediabilmente segnato la vita democratica del nostro paese. Riteniamo per tanto che la nostra esperienza e ferma decisione di molto operare sul territorio nazionale e locale, per la sensibilizzazione politica, civile e istituzionale sulle problematiche su evidenziate, affiancando il difficile lavoro di personalità di spicco, sia una esperienza particolarmente felice e da proseguire con decisa perseveranza.

 In alto e sopra Ilaria MORONI, in una immagine di repertorio e durante la Cerimonia Ufficiale al Quirinale, il 09 Maggio 2011. Sotto l’On.le Dr. Paolo BOLOGNESI, presidente dell’ Associazione tra i famigliari della Strage della Stazione di BOLOGNA, 2 agosto 1980. Qui ripreso nel suo importante Intervento,  nella Cerimonia Ufficiale all’Università degli Studi Bari, Aldo MORO. fotobari-0719

Il Comune di Ruvo di Puglia. Un luminoso esempio di “sana imbecillità politica”!

Con la 260px-Palazzo_avitaia_ruvo_di_puglia presente si comunica che le iniziative programmate per il corrente anno Accademico e Scolastico, dalla soprintendenza Archivistica Regionale in collaborazione dell’Università degli Studi di Bari “Aldo MORO”, e promosse dall’Archivio Nazionale Memoria/ SAN rete degli archivi per non dimenticare, si CONCLUDONO per il corrente anno, con l’iniziativa di presentazione del libro, “Ricordare Stanca” del prof. Massimo COCO, del direttivo AIVITER. Iniziativa tenuta in collaborazione dell’Istituto ITC Tannoia, Corato, preside Prof. Giovanni DENICOLO.

Tanto, nell’assumere le dovute distanze dalle logiche strumentali, cooptative ed opportunistiche espresse dall’Assessore De Palo nel suo comunicato ufficiale, comprensivo di affermazioni non corrispondenti a dati di fatto e quindi false. Ennesimo episodio vessatorio, espressione di arroganza politica. La chiusura delle attività per il corrente anno è determinata, quindi, al fine di “concedere” a codesta amministrazione comunale, l’autonoma facoltà e responsabilità di procedere all’iniziativa del 5 aprile p.v, che vede la Terrorista Barbara Balzerani, ospite del comune di Ruvo di Puglia, con la concessione del Patrocinio Morale da parte dell’Amministrazione comunale. Un fatto assolutamente grave, irresponsabile e inopportuno, che ulteriormente testimonia e sancisce l’assoluta distanza ed estranietà di codesta amministrazione al progetto MEMORIA, SAN/ Rete degli archivi per non dimenticare, presentato in questi tre anni con impegno e abnegazione, dalla ONLUS Archivio Nazionale MEMORIA “R. Berardi”/ SAN, Rete degli archivi, Ministero, Direzione generale degli archivi, Soprintendenza Regione Puglia.

Si ringraziano gli sponsor che hanno consentito lo svolgimento delle attività, giunte al terzo anno di lavoro. In particolare, le iniziative programmate nel corrente anno accademico e scolastico.

L’Università degli Studi di Bari “Aldo MORO,” prof. Mario SPAGNOLETTI, che ha voluto e molto creduto nel progetto di Studio e Ricerca sottoposto all’attenzione del Rettorato UNIBA. La preziosa collaborazione del Distretto LIONS 108 Puglia, BARI Aragonese,  Colonnello A.M. Presidente Dr. Angelo IACOVAZZI.

L’associazione EAT Confcommercio dell’amico Dino SAULLE. Il Liceo Scientifico O.Tedone, prof.ssa Domenica Loiudice. L’Istituto ITC Tannoia, Preside prof. Giovanni DENICOLO. Il Liceo Scientifico Statale E.Fermi di BARI, Prof.ssa Fabi.

Ruvo di Puglia 30/03/2014.

F.to Dr. Angelo FERRIERI_ Ispettore archivistico Onorario Soprintendenza “Regione  Puglia”.

Comunicato ufficiale pubblicato in copia dalla Redazione del Giornale telematico cittadino “Ruvodipugliaweb.”

Il Titolo del presente articolo, dal tono particolarmente critico e polemico, guarda alla vicenda nel suo insieme, che ha interessato una intera comunità e che purtroppo ha creato, volutamente, ne siamo certi, particolare clamore. Una situazione premeditata da qualcuno.., che, “ennesimo episodio di gelosia e di cattiva volontà emerso,” registrato nel corrente anno formativo…, ha pensato così di ledere, in qualche modo, l’impegno e il lavoro, già di per se difficile, da noi svolto in questi anni. A contatto di una amministrazione ostile, interessata e fortemente condizionata da logiche clientelari…, fatto che molto dispiace, e già segnalato al protocollo dell’ente. Una amministrazione, purtroppo, più interessata al proprio bacino di voti elettorali, che a un serio: “Fare MEMORIA!” E nei fatti, inevitabilmente distante alle istanze culturali rappresentate da questa redazione. Un’amministrazione che ha in serbo come prossima “sensazionalistica trovata”, nientepopodimeno che la cittadinanza onoraria!..Per chi?! ..Tranquilli, si tratta di una personalità molto amata, che fa scalpore, e garantisce i titoli in prima pagina!.. Con sullo sfondo “il quadro Deamicisiano”  garantito da scuole elementari, vecchi sfaccendati politici locali e docenti in pensione! Ebbene, vien fatto di pensare che non essendo capaci di fare le cose sul serio, al Comune di Ruvo di Puglia, qualcuno sembra aver trovato la giusta formula: farsi pubblicità a tutti i costi, con un tema di sicuro interesse, che garantisce i titoli sul giornale. Tema: “Legalità” a 360 gradi, Terrorismo o Mafia o altro che sia… E nessuno, veramente nessuno, si senta escluso!.. Punti di vista del politicaly Correct!

Ma torniamo a cose serie! Sotto, l’iniziativa inaugurale, di avvio lavori, per la presentazione del progetto Ministeriale, “MEMORIA/ SAN, Rete degli archivi per non dimenticare”, presso il Liceo Scientifico Statale “O. Tedone” di Ruvo di Puglia, A.A.e S.2011/2012. Con il Prof. Giuseppe de Lutiis, il Dr. Graziano Juliano e il prof. Giovanni Pappagallo, ex docente Storia e Filosofia del Liceo Scientifico Statale O. Tedone. “La Storia dei Servizi Segreti” e “Attentato Imminente”. Una MEMORIA Istituzionale nazionale e del territorio, la nostra amata PUGLIA, che il Prof. Giuseppe de LUTIIS, Insigne Storico dei Servizi Segreti  e Docente  di straordinaria esperienza,  ci ha aiutato a riscoprire.

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Mio Padre Carlo Casalegno assassinato dai miei compagni. Il figlio del giornalista Vittima delle Brigate Rosse all’Università con lo Storico Mario Spagnoletti.

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E se sparano a tuo padre? L’ispirazione per questo titolo, apparso sul settimanale L’Espresso del 1977, giunse dai fatti di cronaca non usuale l’uccisione da parte della Brigate Rosse, del giornalista progressista Carlo Casalegno, vicedirettore della Stampa e padre di Andrea, allora trentacinquenne militante di Lotta Continua: Il doloroso cortocircuito, dal quale i giornali dell’epoca non esitarono ad occuparsi ampiamente, è più che evidente.” Cio che rendeva la situazione anomale era che, di fatto, facevo parte, di un gruppo in qualche modo contiguo a quello degli assassini di mio padre”. Muove da qui il ragionamento di Andrea Casalegno, autore del volume l’Attentato, ( Chiarelettere pp. 140, euro 12), presentato nel gennaio scorso  all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro,” nel corso di un dibattito introdotto dall’assessore Rocco de Franchi e impreziosito dalle relazione dello storico Mario Spagnoletti. Nel quadro di un evento che ha inaugurato la rassegna “Stato, Costituzione, Democrazia”, organizzata dalla Rete degli Archivi “Per non dimenticare”. Quando mio padre fu ucciso, esordisce Casalegno, collaboratore de Il Sole 24 Ore , molti cronisti vennero a cercarmi, ma io parlai solo con un paio di giovani giornalisti di Lotta Continua: uno dei due era Gad Lerner. Spiegai loro che, nelle mie convinzioni, si poteva fare la rivoluzione comunista anche senza ammazzare qualcuno. Il giorno dopo, leggendo queste parole, tanti compagni stracciarono il giornale. Ma era una riflessione di buon senso, non dettata soltanto dalla tragedia appena avvenuta. Era questo il clima degli anni  di Piombo, un segmento della storia patria il cui ricordo inizia lentamente a rarefarsi. Il merito del volume, spiega Spagnoletti, era proprio quello di riuscire  a rievocare atmosfere e stati d’animo, offrendo al pubblico una storia non dei fatti, ma della coscienza e del mondo culturale nel quale quegli avvenimenti tragici hanno preso corpo. Con particolare riferimento alla responsabilità di una generazione che ha creato un clima ove  si è sviluppata una aberrante logica di omicidi continui, senza un tessuto che riuscisse a motivarli in alcun modo. Su questo punto conclude  Casalegno:” Le vittime erano, per i terroristi, solo dei simboli, delle entità quasi irreali: Come mio padre, “un servo dello Stato.”  Per tale ragione ha voluto raccontare anche il suo privato: un uomo può diventare reale solo se lo conosciamo nei suoi legami  famigliari e nel suo contesto affettivo”.

Leonardo PETROCELLI_ recensione de “La Gazzetta del Mezzogiorno,” del 16 gennaio 2014.

 ”Stato, Costituzione, Democrazia.” Iniziative SAN/ Rete degli archivi A.A.e.S. 2013/2014. Soprintendenza Archivistica Regione Puglia. Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.